Voto

6

È proprio dalla trama che si dovrebbe partire ad analizzare questo film. Le tematiche di fondo sono tipiche del genere thriller: il dilemma del farsi vendetta da sé e l’opinabile caparbietà del governo pronto a tutto per portare avanti la propria lotta, incurante delle vite dei “pesci piccoli”. Cosa rendeva originale e meritevole di Oscar il film del 2009 diretto da Juan Josè Campanella?

Nel remake Billy Ray modifica drasticamente la trama, incentrandola sul tema del terrorismo – tanto delicato quanto più appetibile rispetto al regime argentino degli anni ’70 –, e persino le atmosfere diventano più occidentali e noir, più vicine al thriller hollywoodiano, aiutate dalla scelta di un cast ben noto al pubblico. Questi cambiamenti privano, però, il film del taglio melanconico e grottesco, che era il pregio principale del primo film. Se, infatti, Campanella aveva creato una magistrale opera d’autore dalle tinte fosche, quella di Billy Ray ne è una copia pennellata pesantemente di nero, in cui il regista ripropone scene cult – quali l’incontro in ascensore – quasi scimmiottandole, ma non riesce a mantenere il carattere intrinseco dell’originale. Il segreto dei suoi occhi appena uscito perde anche il confronto con il romanzo di Eduardo Sacheri da cui la trama era stata tratta fin dal primo film del 2009.

Ma non è solo a fronte della “sfida” con la versione argentina che Ray perde punti: ad eccezione di Eijofor, che impregna lo schermo di un pathos commovente, sia la Roberts, nei panni della madre addolorata, sia Nicole Kidman, nelle vesti dell’inarrivabile procuratore Claire, hanno alti e bassi nella recitazione. Specialmente quest’ultima, più di una volta, sembra peccare di disinteresse nel ruolo stesso, non riuscendo a rendere giustizia agli intrecci emozionali di cui è protagonista e attorno ai quali ruota una fetta significativa di trama.

Il nuovo Il segreto dei suoi occhi rimane sicuramente un concentrato di ansia fatto a pellicola, anche grazie a una regia ansiosamente inappuntabile. Gettando a mare le inevitabili aspettative, infatti, risulta essere un film più che godibile che arriva a guadagnarsi una sufficienza più che piena.

Gloria Venegoni

Potrebbero interessarti: