Voto

6.5

Che cosa succede quando un professore che viene da un prestigioso istituto francese viene trasferito in una scuola nelle banlieue parigine? Il regista Oliver Ayache-Vidal cerca di darci la risposta con il suo esordio in un lungometraggio di fiction, Il professore cambia scuola (Francia, 2017).

Lo slancio documentaristico impregna la storia in ogni sequenza, trovando riscontro nelle dichiarazioni del regista francese, che ha raccontate di avere studiato a fondo per circa due anni diversi istituti in cui ogni giorno si lotta con problematiche diverse. Incontrando insegnati, genitori e soprattutto alunni Ayache-Vidal ha potuto creare un’opera a metà tra finzione e documentario. 

Certo il film conserva in sé un ingranaggio narrativo usato più volte che a primo impatto può risultare banale (un protagonista che viene catapultato in un contesto differente dal suo e in cui dovrà “lottare per sopravvivere”), ma Ayache-Vidal riesce, almeno in parte, a non cadere nei soliti cliché. Proprio quando il professore perde ogni speranza, è lui stesso a imparare qualcosa dai ragazzi della periferia e trova i motivi che spingono questi ultimi a odiare lo studio e le regole imposte da un insegnamento “standardizzato”. Così il prof. Francois Foucault, interpretato con grande maestria da Denis Podalydès (uno dei migliori attori francesi e membro della Comédie-Francaise), può scoprire il senso più profondo della propria professione.

Ayache-Vidal basa il proprio film sull’immortale questione del rapporto tra insegnati e alunni ma anche sulla dicotomia etnica e sociale tra Francois e i ragazzi. Infatti, da un lato il film mostra come l’istruzione sia un modo per conoscere il mondo e aprirci a persone diverse da noi; dall’altro Il professore cambia scuola è un film essenziale soprattutto in questo periodo in cui il dislivello sociale e le esclusioni sono alla base dei movimenti di protesta francesi degli ultimi mesi (si pensi ai gilet gialli proprio in questi giorni). Nell’opera di Oliver Ayache-Vidal coincidono la libertà acquisita tramite la conoscenza e il livellamento delle disuguaglianze sociali tra i singoli individui nei luoghi più emarginati della capitale francese.

Mattia Migliarino