Voto

7

Dopo aver presentato due anni fa il lungometraggio L’ordine delle cose, Andrea Segre torna alla Mostra del Cinema di Venezia con il documentario Fuori Concorso Il pianeta in mare. Ambientato a Marghera, una della aree industriali più importanti del Nord-Est dell’Italia, Segre si avventura nella località veneziana con l’intento di raccontare storie urbane. Proprio per questo motivo il documentario si focalizza sul quotidiano nella sua totalità, mostrando due esistenze tra loro contrapposte: da un lato gli occhi pieni di rimpianto di chi, diversi anni dopo, torna nella cittadina e cammina fra le rovine dell’azienda ripensando agli anni del boom economico; dall’altro chi si dedica al lavoro nei cantieri navali, l’unica realtà stabile rimasta.

Per il regista è importante analizzare il pensiero e l’anima di ogni singolo individuo, capire la sua inquietudine nei confronti di un futuro incerto, tra stallo economico e problemi ambientali, e descrivere allo stesso tempo il rapporto tra la nostalgia e la percezione del tempo che passa. Segre indaga inoltre la contrapposizione irrisolvibile tra esigenze politiche, come le lotte operaie degli anni ’70, e la tutela della natura. Diametralmente opposta alla foga del dibattito, la narrazione filmica si dimostra stratificata e meditativa ma mai respingente: conquista lo spettatore frammento dopo frammento, lo ingloba nelle figure simboliche e retoriche che costruisce e lo spinge verso un’introspezione profonda.

Velitchka Musumeci