Voto

7

Coinvolgente e positivo, Il diritto di contare è un feel good movie diretto da Theodore Melfi, deciso a mostrare con toni ironici, e a tratti superficiali, la realtà di uno Stato profondamente segregazionista come la Virginia del ‘61. A sostenere il brio della vicenda ci pensa una colonna sonora oscillante tra il soul e il jazz firmata Hans Zimmer e Pharrell Williams, una combinazione rischiosa ma riuscita.

Il cast non è da meno. Al fianco delle tre protagoniste, Taraji P. Henson, Octavia Spencer e Janelle Monáe, eleganti e sofisticate nella loro semplicità, spiccano un burbero Kevin Costner e Jim Parsons, alle prese con la sua prima impresa cinematografica.

La sintonia tra gli attori e lo stile di regia, che predilige inquadrature ampie e a figura intera, dà vita a un film carico di ottimismo in cui si fondono due speranze che negli anni Settanta erano solo utopie: il sogno del presidente Kennedy di portare l’America nello spazio e quello della popolazione afro-americana di vedere riconosciuti i propri diritti. Nel costruire questo spaccato storico Melfi non indugia con drammaticità sulle difficoltà delle protagoniste, ma le guarda con distacco e con una certa dose di leggera ironia – al limite della ruffianeria –, rendendo la fruizione del film facile e scorrevole.

Caterina Polezzo