Voto

7.5

Diciamolo, quando si deve scegliere che cosa andare a vedere al cinema, è molto difficile che il primo pensiero vada a un film indie sul furto di un bulldog francese. Ma sappiate che vi perdereste l’ultimo lavoro del giovanissimo Fulvio Risuleo, che è un film emozionante e pieno di sorprese.

Ciò che davvero fa spiccare la pellicola è la fantastica caratterizzazione dei tre protagonisti: Marti (Daphne Scoccia) e Rana (Silvia D’Amico), una coppia di dogsitters improvvisate i cui continui battibecchi sono di una spontaneità inevitabilmente comica, e il fantomatico dottor Mopsi (Edoardo Pesce), un metallaro impacciato che si finge veterinario. Nel loro ingenuo tentativo di dare una svolta alla propria quotidianità i tre incappano in una serie di disavventure che si intrecciano fra loro con la precisione fatale delle favole. È questo il “colpo del cane”, il lancio dei dadi con risultato 111, il cui verdetto è nientemeno che “niente di ciò che si desidera si avvererà”.

Così da fuori si tifa un po’ per tutti questi sfortunati eroi, perché buoni e cattivi non ce ne sono: c’è solo una vita che non soddisfa mai e la disarmante spontaneità di chi la attraversa senza cattive intenzioni, ma finisce lo stesso per mettersi nei guai. In questo grottesco universo i veri “buoni” sono forse gli animali – il cane, il pappagallo, la pecora -, che scappano continuamente dall’uomo e dalle sue gabbie di stratagemmi, come il momento in cui il povero bulldog rapito riesce finalmente a strapparsi di dosso quei fastidiosi vestiti, e lo osservano con distanza, in uno stato di inafferrabile pace che gli inquieti protagonisti forse non otterranno mai.

Clara Sutton