Voto

6.5

L’esordio del quarantaduenne Leonardo D’Agostini è un film genuino e di buon cuore. Christian Ferro (Andrea Carpenzano, La terra dell’abbastanza, 2018) ha soli vent’anni ed è un dio del calcio romanesco, sregolato, indisciplinato e ostinatamente arrogante; Valerio (Stefano Accorsi più sfigato e dimesso che mai) è un docente insoddisfatto e allo sbando. Quando il Presidente della A.S. Roma decide di barattare le presenze in campo del ragazzo con risultati scolastici soddisfacenti, le traiettorie dei due si incrociano.

Nulla di sorprendente, tanto nella relazione rigenerativa che si instaura tra i due, né nello svolgersi di questo Bildungsroman a carattere calcistico. Eppure sorprende la bontà di sentimenti con cui la sceneggiatura di Giulia Steigerwalt lascia affiorare i traumi non risolti nel passato di entrambi: fa sì che questi si affaccino lentamente e con discrezione, che fluiscano, pronti a essere accolti dall’altro e trovare finalmente sollievo e risanamento gli uni nelle parole dell’altro. Una tale genuinità che se nel contenuto si traduce in una scrittura piuttosto piana e priva di particolari guizzi; nella forma, al contrario, tradisce una ricerca estetica più accurata, che insegue una composizione dell’immagine talvolta particolarmente ricercata  e sequenze sportive (persino sotto la pioggia) di grande qualità.

Giorgia Maestri