Come ogni anno, il Filmmaker Festival si conferma ancora una volta il palcoscenico ideale per il cinema indipendente nazionale e internazionale. Nell’arco di una settimana lo Spazio Oberdan e L’Arcobaleno Film Center hanno ospitato titoli provenienti dal tutto il mondo di altissima qualità artistica, ma spesso bloccati alle soglie dei nostri cinema da dinamiche distributive ottuse. Film d’apertura l’immenso Monrovia, Indiana di Friedrick Wiseman, che si conferma uno dei pochi Maestri ancora in vita.

The Image You Missed, Donal Foreman, Irlanda/ StatiUniti/ Francia, 2018 | Concorso

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Vincitore del concorso internazionale, The Image YouMissed è una giustapposizione di materiale d’epoca tratto dall’archivio del padre del regista, Arthur MacCaig, militante e documentarista durante la rivoluzione irlandese  di cui vi avevamo già parlato in occasione del docufilm Bogside Story di Rocco Forte (2017). Le immagini ritraggono la lotta armata, la vita tra muri di casa che diventano protezioni dai proiettili, l’attesa speranzosa che presto il conflitto finirà. Attraverso un lavoro titanico di ricerca, Foreman accosta alle immagini di guerriglia quelle più intime del padre, mostrando le sue difficoltà nell’affrontare un avvenimento di tale portata storica e, allo stesso tempo, di dimostrarsi un buon padre.

Arkas, Alberto Tamburelli, Italia, 2018 | Prospettive

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Una voce fuori campo pedina una ragazza. Voce dalla fonte indefinita e indefinibile che è in contatto diretto con la protagonista, ponendole domande banali alternate a quesiti complessi, che la costringono a scavare a fondo nella propria anima. “Va tutto bene?”, “Ti sei sentita in colpa?”, “Sei stata violentata?”. Il cortometraggio riesce in pochi minuti e pochi gesti creare una fortissima empatia tra gli spettatori e la protagonista: lei ha sempre la risposta pronta e fa della sua schiettezza un punto di forza mai banale.

Quelle Brutte Cose, Loris Giuseppe Nese, Italia, 2018 | Prospettive

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Il cortometraggio indaga i rapporti di potere trai genitori e i figli, nello specifico l’incapacità di ribellarsi all’istanza paterna o materna e il diritto di spiccare il volo. Film denso di rimandi allegorici,  Quelle brutte cose trasmette l’impressione fin troppo frequente di sentirsi in trappola, in gabbia all’interno del contesto familiare, un ambiente che dovrebbe invece trasmettere un senso di protezione e libertà.

Societas Mortis, Andrea Corsini, Italia, 2018 | Prospettive

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Nato in circostanze casuali e ripreso interamente con il telefonino – tanto per ribadire che i mezzi contano solo fino a un certo punto Societas Mortis raffigura i gesti degli abitanti di Monte Rosso (Cinque Terre) durante la processione del Santo Patrono del paese. Soffermandosi sui volti affaticati di chi ha l’onore di portare sulle proprie spalle il crocefisso,  Corsini insiste su primi e primissimi piani, creando un effetto suggestivo e quasi magico.

Città Giardino, Marco Piccarreda e Gaia Formenti, Italia, 2018 | Fuori concorso

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Centro di prima accoglienza nell’entroterra siciliano, la Città Giardino ha organizzato un laboratorio cinematografico insieme a Marco Piccarreda e Gaia Formenti, da cui è nato l’idea del film. Città Giardino racconta le condizioni di vita all’interno del centro, tra chi sogna di scappare sempre più lontano e chi guarda ancora verso casa con nostalgia. L’idea iniziale di girare un mediometraggio di finzione sfuma quando uno dei ragazzi/attori scappa dal centro d’accoglienza alla ricerca di una vita migliore, causando una collisione tra finzione e realtà.

Mattia Migliarino