Voto

6

Mettete Bill Murray e Adam Driver nei panni di un’improbabilissima coppia di poliziotti, aggiungeteci Tilda Swinton che trucca cadaveri con in mano una katana e fate comparire una serie di superstar musicali e, perché no, anche Steve Buscemi: avete davanti ai vostri occhi il nuovo zombie movie di Jim Jarmusch, che ha aperto Cannes 2019 con una serie di aspettative altissime da soddisfare.

A metà tra l’omaggio e la parodia, I morti non muoiono ridicolizza costantemente gli stereotipi del genere, senza privarsi però di citazioni affezionate ai grandi classici, la cui apoteosi è quel discorso finale così fedele alla critica al consumismo sottesa a La notte dei morti viventi di George Romero. È come se si trattasse di un inside joke di 103 minuti fra il cast e Jarmusch, tutto giocato su una comicità assurda ben esemplificata dallo stridore tra la piattezza delle reazioni di Murray e Driver e quelle dell’agente Morrison (Chloë Sevigny), che per contrasto appaiono quasi esageratamente drammatiche. Jarmusch si diverte inoltre a sfruttare le potenzialità del fattore Tilda Swinton, che col suo fascino alieno è irresistibile, qualunque cosa faccia. Sicuramente evitabili, invece, i siparietti pirandelliani di discussione fra i poliziotti sulle intenzioni del regista per il finale del copione, che risultano parecchio scontati.

L’insieme di tutti questi elementi mette in scena una sconclusionata apocalisse, fatta più di scenette lampo che di una vera e propria narrazione. Non il film rivelazione che ci si aspettava, ma comunque una pellicola divertita e divertente, che qualche risata la strappa per forza.

Clara Sutton