La colonna sonora di I Love Radio Rock, il film diretto da Richard Curtis nel 2009, è uno straordinario tributo alla musica degli anni ‘60. Ambientata in Inghilterra su una nave ancorata nel mare del Nord dove uno strampalato gruppo di DJ trasmette successi del rock e del pop tramite una stazione radio pirata (“Radio Rock”), la pellicola pullula di brani cult che hanno segnato la storia della musica.

Dagli iconografici brani agli eccentrici costumi dei protagonisti tutto profuma di 60s: Curtis è riuscito a rendere palpabile il sapore rivoluzionario che caratterizzava quegli anni, quando il rock e il pop erano considerati uno strumento di trasgressione e per questo venivano venerati o condannati. I love Radio Rock racconta proprio il potere di intrufolarsi nella vita e nel cuore delle persone esercitato dalla musica, vista come una “meraviglia del mondo”, un imprescindibile bisogno di espressione  e per qualcuno persino una ragione di vita.

Apre le danze All Day And All Of The Night degli Kinks, che dona allo spettatore un breve assaggio dei numerosi sposalizi tra i suoni e le sequenze cinematografiche nel corso della pellicola. Nel film, infatti, la musica e le immagini hanno la stessa valenza espressiva e cooperano per intensificarsi vicendevolmente: ogni sequenza di I Love Radio Rock è nata per ospitare un ben preciso supporto sonoro. Così, la prima esilarante trasgressione rock è accompagnata dalla leggiadra I’m Alive degli Hollies, durante la quale aleggiano i primi sei “vaffanculo” trasmessi via radio; e non potrebbe che essere la voluttuosa Judy In Disguise (John Fred & His Pla) ad accompagnare l’arrivo delle donne in barca per la giornata settimanale del sesso. Mentre il trionfale ritorno al rock di Gavin Kavanagh (Rhys Ifans), “il più famoso conduttore radiofonico di sempre”, nonché “una strana e misteriosa leggenda” avviene sulle note della leggendaria Jumpin’ Jack Flash dei Rolling Stones16Non mancano, inoltre, proprio come nella storia del rock, momenti di struggente sentimentalismo. Una delle meraviglie degli anni ’60, Eleonore dei Turtles, viene sfoggiata durante il fallimentare matrimonio tra lo sfortunato Simon (un fantastico Chris O’Down) e una diabolica ragazza americana. Il dolore per la a separazione, dopo sole 17 ore, verrà affrontato da Simon con uno dei brani più intensi di sempre: Stay With Me Baby di Lorraine Ellison. Ma lui non è il solo sulla nave a soffrire per amore: il giovane Carl, dopo la scoperta del tradimento da parte dell’amata Marienne, cascata “accidentalmente” nel letto del famoso conduttore radiofonico Dave, fissa sconfitto il vuoto accompagnato da A Whinter Shade Of Pale dei Procol Harum. Ma all’aspetto più sentimentale della pellicola non appartengono soltanto delusioni amorose: Carl incontrerà per la prima volta suo padre, Bob Silver, proprio su questa folle nave durante il passaggio in radio di You Don’t Have To Say di Dusty Springfield.

Tra i momenti più brillanti della pellicola, in cui si realizza un inscindibile legame tra i suoni e le immagini, ne spiccano due: primo fra tutti l’addio al celibato di Simon, quando i protagonisti si esibiscono in iconografiche coreografie dall’inconfondibile gusto 60s accompagnati da Lazy Sunday Afernoon degli Small Faces; al secondo posto si colloca la pericolosa sfida tra il Conte e l’affascinante Gavin avvolti dalle note de Il Vizio di Uccidere di Ennio Morricone, mentre la pace tra i due verrà sancita da Sunny Afteernoon degli Kniks.

I Love Radio Rock è una sfacciata dichiarazione d’amore per il rock, che si chiude con due capolavori del calibro di Wouldn’t Be Nice dei Beach Boys e di Let’s Dance di David Bowie. Ma il regista non si ferma qui, e riesce a dimostrare come la musica possa influire sulla vita delle persone grazie alla sua capacità di colmare i vuoti e di unire chi ne condivide la passione.

Federica Romanò