1. La stagione di Claire

Ago della bilancia della campagna per la rielezione del marito Frank (Kevin Spacey), in questa stagione tutto dipende da Claire (Robin Wright); ed è proprio il suo abbandono delle stanze private della Casa Bianca a far scattare tutte le molle della stagione. Stanca di essere ridotta all’ombra del marito e forte della consapevolezza che senza di lei Frank non sarebbe nulla, decide di ritagliarsi quello spazio politico autonomo che le era sempre stato negato.

2. Scontro fra Titani

Quello tra Frank e Claire è un rapporto essenzialmente simbiotico: finché sono insieme vincono, ma se si separano sono destinati al fallimento. La guerra tra i due, che occupa circa metà di questa stagione, rischia infatti di distruggere entrambi a suon di sotterfugi, cinismo e astuzia; ma vogliono davvero arrivare all’autodistruzione? Solo riappacificati e uniti sotto un obiettivo comune ritroveranno la loro terribile forza, in una simmetria di intenti che trova corrispondenza nella costruzione delle inquadrature.

3. Tra finzione e realtà

Il trailer di lancio di questa stagione era uno spot elettorale fittizio ma realistico mandato in onda nella pausa pubblicitaria durante un dibattito televisivo per le primarie repubblicane in America, sottolineando così la contemporaneità tra le reali primarie del prossimo 8 novembre e quelle della serie tv, che vedono Heather Dunbar (Elizabeth Marvel) scontrarsi con Frank Underwood per le primarie nel New Hampshire. I rimandi e i cameo alla politica attuale reale – vedi le Pussy Riot della scorsa stagione – sono numerosissimi: Putin aka Victor Petrov (Lars Mikkelsen), l’Ico che ricalca l’ISIS, gli attentati europei diventano il rapimento di una famiglia americana da parte di fondamentalisti islamici, la politica diventa spettacolo con Will Conway (Joel Kinnaman) tramite social network e hashtag presidenziali

4. “We don’t submit terror, we make terror”

In un finale di stagione tra i più potenti di sempre, Frank e Claire sembrerebbero in trappola tra due fuochi: uno scandalo giornalistico legato allo spettro di Zoe e ai sotterfugi che hanno portato Frank allo Studio Ovale e un attacco terroristico ai danni di una famiglia americana. L’articolo di Tom Hammerschmidt (Boris McGiver) lederà la fiducia e l’affetto degli americani nei confronti degli Underwood, ma gli rimane sempre il terrore, l’arma di massa più efficace degli ultimi anni. La scialuppa di salvataggio di Frank e Claire è spaventosamente geniale: dichiarare guerra all’Ico per alzare un polverone ancora più grande dello scandalo giornalistico che catalizzi completamente l’attenzione dell’opinione pubblica.

5. Mine vaganti

Figure laterali ma non ben identificate e che non si capisce dove possano portare, Doug (Michael Kelly) e Tom (Paul Sparks) sono mine vaganti: il primo è fedele ma oscuro, il secondo conosce un po’ troppi segreti. Questi due personaggi gettano ombre di nera suspense sulle prossime stagioni.

Nicolò Maglio e Benedetta Pini