Voto

5

Altissime le aspettative gravitanti intorno a Hardcore! del russo Ilya Naishuller e tanta la curiosità per questo “first person action movie”, come è stato definito dal regista: l’idea è quella di girare un film in prima persona grazie all’uso di una GoPro applicata a una maschera sul viso dell’attore, così che le riprese risultino ad altezza occhi e pienamente credibili.

Il protagonista, di cui non vediamo mai il volto né sentiamo la voce, si risveglia automatizzato e senza memoria con il solo scopo di salvare la moglie rapita da violenti criminali. A dispetto della tecnica pioneristica, il risultato è un caotico sparatutto in cui lo spettatore si trova intrappolato senza possibilità di fuga, soffocato da 96 minuti di sparatorie e acrobazie. La trama è pressoché assente e la diegesi filmica procede sulla base di missioni affidate di volta in volta al protagonista, che se la cava molto peggio di Jason Statham in Crank (2006), action movie che fa di azione in tempo reale, violenza esibita e montaggio serrato una sintesi meglio riuscita.

Il tentativo di raggiungere il massimo livello di identificazione possibile attraverso la soggettiva permanente risulta velleitario e deflagra, al contrario, nel distacco dello spettatore, che dopo pochi minuti diventa apatico e immune alla violenza reiterata. Peccato per l’idea che forse, se applicata a un contesto diverso da quello videogiochistico, sarebbe stata meglio sfruttata nelle sue grandi possibilità.

Giorgia Maestri