Voto

6

Michael Myers è tornato. Ha resistito per parecchi anni, ma Halloween è la sua giornata e non vuole perdere l’occasione di seminare scompiglio, questa volta seguendo le direttive della regia David Gordon Green. Laurie Strode (Jamie Lee Curtis) sarà di nuovo coinvolta nelle torbide azioni che del serial killer, ma dovrà dimostrare di meritarsi la sua storica nomea di final girl per eccellenza. Lei e la sua travagliata famiglia usciranno indenni dalla notte più temuta dell’horror cinematografico?

Il tempo passa per ogni cosa, anche per una saga iniziata quarant’anni fa: è pronta a ritornare in sala rinnovata, ma conserva ancora quell’aria familiare; basti pensare alla mitica colonna sonora, ripresentata e reinventata per l’occasione dalla leggenda John Carpenter in persona, con il motivetto principale pronto a percorrere la nostra schiena da un brivido di ansia e brutti ricordi.

Ma il tempo non perdona chi si addormenta sugli allori, nemmeno le icone a cui siamo affezionati. Dopo un inizio claudicante, l’anima slasher dal sapore anni ’70 e ’80 prova a farla da padrona, ma non riesce a evolversi in senso contemporaneo: il coltello di Michael vola in aria e le vittime cadono come birilli, secondo quel solito gioco di gatto e topo. La chiusa scontata porta lo spettatore precisamente dove sapeva fin dall’inizio che sarebbe finito, ma forse è proprio lì che voleva finire; e in questo la pellicola dà prova del duo valore insindacabile.

Che siate super appassionati o occasionali fruitori della saga, il fascino del serial killer ideato da Carpenter funziona nel momento in cui si accettano le atmosfere e le dinamiche senza aspettarsi troppe sorprese, accontentandosi di una costruzione tradizionale della suspense e di una giusta dose dei soliti omicidi con arma bianca. Insomma, niente di nuovo.

Federico Squillacioti

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