Voto

8

Definite dalla critica la “next big thing” del panorama musicale a stelle e strisce nel 2013, le sorelle HAIM sono uno dei casi musicali dello scorso decennio. Il loro sound anni ’70 richiama il soft rock dei Fleetwood Mac e ha reso le tre sorelle californiane amate da tutti gli appasionati del genere, ma anche da chi predilege sonorità più radiofoniche. Women In Music Pt. III – terzo disco in studio – si rivela un autentico passo avanti per la loro discografia grazie a un approccio completamente differente dai primi due album in studio. Prodotto da Danielle Haim, Rostam Batmanglij (ex Vampire Weekend) e Ariel Rechtshaid il terzo disco delle HAIM trova una nuova linfa vitale nell’alternative pop più contemporaneo e in un lirismo finalmente ispirato.

Le sfumature funkpop dei primi album lasciano spazio a un groove jazz più rilassato quanto riflessivo nei testi. Le tracce si snodano tra senso di appartenenza e l’esorcizzazione del dolore: Los Angeles, che si fa “cullare” dal sax di Henry Solomon, è una riflessione inquieto sul senso di disicanto provocato dalla città degli angeli (“Hometown of mine/Just got back from the boulevard can’t stop crying”). Il sax di Solomon è presente anche in Summer Girl, che cita Walk on the Wild Side di Lou Reed e fa ancora riferimento alla west coast lasciando trasparire un mix di fragilità e fiducia nei propri mezzi (“L.A. on my mind, I can’t breathe”, “Lightnin’ in your eyes, you can’t speak/You’ve fallen from the sky, down to me”). Joni Mitchell è il riferimento che ricorre più frequentemente durante l’ascolto, soprattutto in tracce acustiche e squisitamente folk come Hallelujah, Leaning On You e Man From The Magazine, in cui condannano gli atteggiamenti sessisti del giornalismo musicale d’oltremanica (“Man from the magazine what did you say?/”Do you make the same faces in bed?”/Hey, man, what kind of question is that?/What did you really want me to say back?”). I toni cupi ed elettronici di I Know Alone fanno da contraltare al loro tipico mood uptempo che, però, torna in pezzi come Don’t Wanna e Now I’m In It.

Women In Music Pt. III è un repentino cambio di rotta per le HAIM, che realizzano il loro lavoro più audace e completo slegandosi da un immaginario che sembrava andare ormai stretto alla band.

Christopher Lobraico