Voto

7

Something to Tell You sarà il Nothing’s Real e il Love You To Death dell’estate 2017: pezzi freschi che rimescolano in modo sapiente influenze musicali provenienti dal passato a tutto ciò che fa hype nel pop d’oltreoceano – ma non solo – di oggi. Dopo il jackpot con l’esordio Days Are Gone del 2013 – una nomination ai Grammy, collaborazioni di tutto rispetto, l’apertura di alcune date del tour della Swift – questo nuovo appuntamento discografico delle sorelle Haim si presenta come un caleidoscopio di sonorità: si perde gran parte della vena indie rock del primo disco in favore di un sound che strizza l’occhio all’R’n’B (Something to Tell You, You Never Knew, Walking Away) senza dimenticare di riverire adeguatamente i sintetizzatori made in ’80s (Want You Back, Ready for You) e senza tralasciare qualche riferimento al classic rock (Kept Me Crying, Little Of Your Love).

I testi, come già preannunciava il titolo del disco, sono storie di amori tormentati e di esperienze (concerti, tour, vita on the road) collezionate con il successo fulminante ottenuto dalla band negli ultimi anni. Quella di Something to Tell You è un’architettura che rimane in piedi sulla superficie del pop, a tratti forse troppo edulcorata, che ricerca qualche sofisticheria nei due pezzi in chiusura (Right Now, Night So Long), che declinano in modo più compiuto lo sperimentalismo avviato a metà tracklist con You Never Knew (scritta con Dev Hynes), brano in bilico fra rock e R’n’B.

Gaia Ponzoni