Voto

7

Per la gioia dei fan, la “Hollaback Girl” più famosa d’America è tornata a calcare le scene.

Dopo una serie di false partenze poco apprezzate dalla critica (Baby Don’t Lie e Spark the fire), Gwen Stefani è pronta a rimettersi in gioco con un album estremamente personale e autobiografico. Persino la sua casa discografica si è ritrovata a storcere il naso davanti a una scelta così forte, credendo che la schiettezza dei testi avrebbe ostacolato l’ascesa del concept nelle classifiche; ma la cantante non demorde e decide di mettersi a nudo, considerando la produzione delle tracce una vera e propria terapia.

Proprio This Is What the Truth Feels Like si fa portavoce dello spettro di emozioni che hanno sconvolto l’artista tra la rottura con l’ex marito (e padre dei suoi figli) Gavin Rossdale e il felice incontro con Blake Shelton, suo collega a “The Voice” e attuale compagno.

Tra i brani si alternano momenti di triste malinconia (Misery, Truth, Used to Love You, Me Without You, Loveable), dichiarazioni d’amore più o meno scanzonate (You’re my Favourite, Where would I be? e Make Me Like You) e alcuni meravigliosi ed esplosivi tentativi di rispolverare il caro vecchio “No-Doubt Style”, come è chiaro da Red Flag, Asking 4 You e Rocket Ship.

Da un punto di vista strettamente musicale il prodotto è un perfetto mix di synthpop ed elettropop su cui si intrecciano una serie di mid-tempo dal beat particolare, con un retrogusto anni ’80 che ben si presta alle vocalità piene della Stefani. Mentre i ritornelli incalzanti e i ritmi frenetici si alternano a emozionanti power ballads dotate di una morbida sensualità.

Dopo aver ascoltato le diciassette tracce tutte d’un fiato, non si può fare altro che tirare un sospiro di sollievo, proprio come fa la cantante nel secondo singolo dell’album Make Me Like You: “Thank God!”

Bentornata, Gwen.

Giulia Tagliabue