Voto

9

Quante volte vi è capitato in un disco rap italiano di mettere in pausa una canzone, rimandarla indietro di qualche secondo e riascoltare quella rima in particolare per coglierne meglio il significato o semplicemente per provare a rivivere la magia dell’ascolto originale? Un esercizio che diventa automatico mentre scorrono le tracce registrate in one take di Fastlife 4, quarto capitolo della saga realizzata a quattro mani con DJ Harsh che, nonostante sia passato oltre un decennio dalla prima uscita, mantiene ancora lo spirito iniziale. Un progetto crudo e senza peli sulla lingua che incarna appieno lo stile di Mr. Fini: pillole di bragging, testi colmi di citazionismo spinto, incastri d’autore ed esperienze personali al limite del cinematografico. Ma questo è il cinema di strada, e Guè Pequeno lo dimostra rifilando all’ascoltatore tutta l’eloquenza e la forza dell’immaginario che, con i Club Dogo prima e la carriera solista poi, è stato capace di trasmettere diventando anche padrino delle nuove generazioni.

Come in passato il Guercio fa da ponte fra presente e futuro del rap game nostrano, sostenendo una giovane promessa come Vettosi in Marco da Tropoja (richiamando un cult per gli amanti del cinema d’azione), si lancia in punchline vertiginose (CO$¥MON€¥) e dimostra ancora volta tutta la sua fascinazione per le sonorità R&B (Babyma). Non per gli streaming, né per i passaggi in radio e le classifiche: Fastlife 4 è puro verbo rap diretto a tutti quegli appassionati che ancora amano aprire Genius e godersi una volta in più il flow da liricista del Guercio.

Matteo Squillace