Voto

8

Revolution Radio è il primo album post American Idiot a riportare in auge il sound divenuto scarno dei Green Day, ma guai a pensare che sia una semplice operazione nostalgia. Quello del trio californiano è un ritorno allo stile che li ha caratterizzati e resi la band di riferimento per un’intera generazione: riff taglienti e ritmi frenetici senza alcuna traccia degli elementi melodici di 21st Century Breakdown e, soprattutto, della confusione che regnava in ¡Uno!, ¡Dos! e ¡Tré!.

Dodici tracce in cui trovano spazio sia l’attualità, come le sparatorie delle forze dell’ordine contro le comunità afroamericane in America, l’isteria di massa provocata dai social media (Bang Bang) e le elezioni presidenziali negli USA (Troubled Times), sia le esperienze personali (Still Breathing) che hanno cambiato la vita di Armstrong durante la riabilitazione.

In uno scenario in cui, oggi, sembra più importante lo stile rispetto alla sostanza, Revolution Radio dimostra come i due fattori possano coesistere.

Christopher Lobraico

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