Voto

7

“Quando non si sa più riconoscere la verità, a che cosa bisogna credere?” è la domanda cardine di Goodnight Mommy, primo lungometraggio della coppia tutta al femminile Saverin Fiala-Veronika Franz e prodotto dal regista austriaco Ulrich Seidl.

Il film ha la tipica forma della pellicola mitteleuropea: esteticamente molto curato, a tratti riconducibile allo stile del tedesco Michael Haneke (Funny Games, 1997), si divide tra cinema horror e cinema d’autore, trasformando la palpabile paura dei protagonisti in cupa inquietudine, piuttosto che nel più banale terrore. Da sottolineare a tal proposito la straordinaria recitazione dei due gemelli (Elias e Lukas Schwarz) che, nonostante l’età e un copione ridotto, riescono a fondere innocenza e malvagità, capovolgendo l’intero dramma da psicologico interiore a crudo e violento.

La fotografia, studiata nei minimi dettagli da Martin Gschlacht, passa dagli interni asettici della casa in cui si svolge la vicenda agli esterni verdi e colorati della campagna austriaca. Così le due cineaste riescono a presentare in maniera raffinata e originale la tematica centrale del doppio, smontando progressivamente la trama fino a lasciare lo spettatore ancora più spaesato e colmo di domande di quanto non fosse all’inizio della proiezione.

Presentato a Venezia nel 2014, Goodnight Mommy è la prova che il cinema horror può entrare di diritto nel circolo “elitario” dei festival internazionali senza aver nulla da invidiare ad altri generi cinematografici.

Mattia Migliarino