Voto

6.5

Nel panorama indipendente italiano Bomba Dischi mette a punto una nuova pubblicazione sicura, forte dei successi degli ultimi due anni (vedi Mainstream di Calcutta).

Questo primo album d’esordio del cantautore romano Giorgio Poi, di stanza a Londra da qualche anno, si presenta stratificato negli arrangiamenti (probabilmente grazie alla formazione jazz), dalle sonorità semplici, ripetitive – a volte un po’ troppo – e a tratti psichedeliche. Testi frammentati, che si sviluppano per immagini e scorrono fra considerazioni  di vita quotidiana rimanendo impresse nella mente dell’ascoltatore (“Ti si fermano a metà tutte le parole, che rimangono tra i denti, chilometri di filo interverbale per poterle pronunciare e per lenire l’imbarazzo di un’incomprensione”) e forse qualche velleità di troppo.

Un disco ben strutturato, nonostante non raggiunga mai un apice vero e proprio, lasciando che le tracce scorrano in sordina e si confondano l’una con l’altra.

Gaia Ponzoni