Voto

8

Dal disco di debutto dei Justice del 2007, il duo francese ha avuto una crescita notevole, definendo un’epoca e cambiando il volto della musica elettronica attraverso tracce progressive e incredibili live dj-set. Gaspard Augé consolida questo approccio in Escapades, sua prima uscita da solista, creando un ode alla disco ostentata e dinamica anni ‘70. Nonostante i grandi riferimenti all’esperienza del gruppo, Augé si è liberato delle infinite revisioni tipiche dei Justice componendo Escapades in soli due mesi, creando un’esperienza meno raffinata ma più diretta e caotica e figlia dei suoi tempi. Questo divertimento e sfacciataggine sono evidenti nella prima traccia dell’album, nonché primo singolo, Force majeure che sfonda le porte di questo nuovo mondo onirico e caotico di Augé pieno di synth e batterie funk, che si contrappongono a tracce più lente e liriche come Europa e agli archi e ai flauti di Casablanca.

Come un cowboy spaziale di un universo parallelo, Augé ci accompagna in tracce come Lacrimosa – probabilmente la più strana e sperimentale dell’album – e Captain, un matrimonio tra la italo disco di Giorgio Moroder e la grandiosità delle colonne sonore di Ennio Morricone. Il risultato è divertimento allo stato puro, kitsch e suoni che ricordano il glam-rock degli origini mescolati ad un’elettronica fantascientifica. Non mancano le forti influenze dei Justice, come ad esempio il giro di basso in Hey! che fa fare un tuffo nel vecchio Woman. La portata innovativa è grande, degna della fama del dj francese e che soddisfa anche i più scettici. In Escapades Gaspard Augé riesce a creare un universo individuale unico, sfacciato, esuberante e senza alcun tipo di possibile compromesso. L’esito? Impossibile non ballare.

Giulia Tonci Russo