Voto

7

Future torna con l’ottavo album in studio, High Off Life: un’ora e dieci minuti di produzioni accattivanti e di liriche incisive che esprimono il caotico lifestyle del rapper. High Off Life è un overdose di contenuti trap che narcotizzano l’ascoltatore trascinandolo dentro un vortice di allucinazioni in cui l’artista veste i doppi panni di Dottor Jekyll e Mister Hyde.

La marcia di Future sui beat hip hop si fa ad ogni traccia sempre più incalzante e raggiunge il culmine della dualità in Posted With Demons e Life Is Good (feat. Drake). Tra una traccia e l’altra assistiamo al tormento interiore dell’artista costretto a combattere contro i suoi scheletri nell’armadio, e al successivo stato di estasi che glorifica i piaceri della vita: “Life is good, you know what I mean? Like” (Life Is Good). Il lavoro di produzione fatto da DJ Esco esprime pienamente il feeling tra i due, fondendosi alla perfezione con il flow di Future che restituisce nel complesso un elettrocardiogramma di stati emotivi che passano dall’esuberanza (Touch The Sky) alla miseria (Accepting My Flaws).

Le tracce conservano nella loro durata una combinazione ritmica coerente, su cui poggiano un sound vario che sfugge alla monotonia. Ridin Strikers è il brano che più esemplificativo dell’intera sequenza di base, introducendo improvvisamente un change sonoro che rimpiazza il beat iniziale con la melodia di una chitarra distorta. Una schiera di collaborazioni di prima linea (Drake, Travis Scott, Meek Mill, Young Thug e molti altri) sfila lungo tutta la tracklist, mantenendo carica l’energia di Future che anzi, sembra quasi infrenabile.

Con High Off Life, il rapper di Atlanta dimostra la personale capacità di reinventarsi, garantendo allo stesso tempo ganci melodici e testuali riconoscibili. Le sue inflessioni vocali trascinano l’ascolto con facilità fino all’ultima traccia: il remix della celebre Life Is Good, pezzo che sembra essere un “riempitivo” ma che, comunque, non contraddice la qualità del progetto. Scommettere su ventuno tracce potrebbe sembrare un gioco d’azzardo ma quando c’è personalità non c’è rischio.

Deborah Cavanna