Voto

6.5

Che Future fosse un Super Trapper si sapeva fin dall’inizio. E con il suo quinto album si riconferma il protagonista della scena, arrivando anche a criticare il lavoro di altri – come Desiigner –, che ritiene puri imitatori.

Il “Futuro” racconta il suo presente e il suo passato; una vita iniziata a stenti (Rent Money) da cui ha saputo progressivamente riprendersi per salire verso una vetta fatta di soldi, armi (Draco, meglio conosciuto come AK-47) e belle (o meglio, “buone”) donne.

Nessun featuring ma produzioni affidate a maestri del genere, tra cui Metro Boomin, Southside e Zaytoven. Tuttavia i ritmi un po’ monotematici fanno sì che le diciassette canzoni in scaletta, salvo rare eccezioni (Mask Off o Feds Did a Swip), suonino simili tra loro, così che, alla fine, nessuna si fissa nella testa dell’ascoltatore.

Future questa volta punta ai Grammy (Nigga talkin’ about he want a gram / What, you wanna Grammy? / Boy, you trippin’, you trippin’, bruh), ma forse l’album non ne è davvero all’altezza.

Anna Laura Tiberini