Voto

7

Usciva ieri in sala Fuoricampo, il documentario diretto dal Collettivo Melkanaa sulla scia della serie di Sky Italia Il Racconto del Reale, volta ad analizzare i problemi della società italiana odierna. Il docufilm racconta le vicende di tre ragazzi stranieri che inseguono il loro grande sogno: diventare calciatori professionisti, a discapito delle difficoltà di integrazione e della lentezza burocratica. 

Il lavoro del Collettivo Melkanaa, in collaborazione con il centro di produzione dell’Università di Roma Tre, si apre con la storia di una squadra di calcio composta interamente da richiedenti asilo (la Liberi Nantes) e piano piano lo sguardo si espande fino a seguire le singole vite dei protagonisti. Il gioco del pallone come simbolo di speranza in un futuro migliore, lo sport come veicolo di coesione sociale tra individui di qualsiasi nazionalità: questo è il messaggio che il film vuole trasmettere, e ci riesce.  

Ma fuori dal campo c’è tutta un’altra vita, dove la paura di non essere capiti, di sentirsi come dei sordo-muti tra la gente opprime i giovani ragazzi. La scarsa conoscenza della lingua italiana rende infatti difficile per loro la comunicazione e ne accentua l’isolamento. Così, la difficoltà di lasciare la propria terra si intreccia alla complessità di trovare un nuovo posto nel mondo.  

Fuoricampo è una pellicola essenziale oggi, in un Paese in cui l’odio per il “diverso” è sempre più dilagante e lacerante.

Mattia Migliarino

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