Voto

7

A distanza di pochi mesi dal suo ultimo EP Pronto, torna il rapper originario dell’Indiana Freddie Gibbs. La sua ultima fatica discografica Shadow of a Doubt è un composito di influenze adattate alla sua straordinaria tecnica, emersa già nel suo ultimo album in studio Piñata (2014), in collaborazione con il produttore discografico Madlib, veterano del settore.

Shadow of a Doubt è articolato in 15 tracce con una variante Deluxe nella quale vengono presentate due bonus track : My Boy e 10 Chickens, traccia quest’ultima strutturata interamente sul flow lineare tipico del rapper statunitense e su una base semplice ma concisa atta a esaltare le doti canore di Gibbs. Un disco peculiare, orchestrato sull’alternanza di sample bases e synthesized beats, con piccoli accenni di autotune (Narcos) e basi trap (Cold Ass Nigga), elementi che fanno di Shadow of a Doubt l’album più complesso composto da Gibbs fino a ora. Degni di nota sono il brano numero tredici della tracklist, Insecurities, e Careless. Il primo, prodotto da Boi-1da e da Frank Dukes, presenta una base d’influenza nettamente old school coadiuvata dall’innesto di un piano per la melodia portante. Il secondo è altrettanto peculiare, per il campionamento di Amazing di George Michael e per la netta presenza di parti cantate prettamente melodiche.

È, infine, apprezzabile anche la sapiente scelta dei featuring, i quali alternano veterani del calibro di E-40 e Gucci Mane (10 Times) e di Black Thought, leader dei The Roots (Extradite), a nuove leve come Dana Williams (Mc Duck), giovane cantautrice di LA. La cover dell’album mostra un Gibbs di profilo immerso nella penombra, ma la verità è che il trentenne di Gary ha le idee molto chiare.

Sabino Forte