Voto

7

Tre anni dopo il suo primo album, Regardez Moi, e un momento di pausa necessario per mettere in ordine vita e musica, Frah Quintale è tornato con il suo secondo disco ufficiale: o meglio, quella che è la prima parte di questo progetto uscito per Undamento. Banzai (Lato blu) è il risultato di tre anni fatti di hard disk pieni di canzoni, testi e immagini che si riversano in un’audiocassetta C60 e che ritornano indietro ripulite dal suono di uno stereo.

“Io lo so/Che è come in Formula 1/Devo correre da solo” canta il rapper in Buio di Giorno, il singolo uscito durante il lockdown e che anche nelle parole conferma il magnetismo che l’ex membro dei Fratelli Quintale è capace di infondere ai suoi pezzi: più si scende in profondità più Banzai (Lato blu) si scopre essere un lavoro stratificato che abbraccia diverse sfumature di rap, che flirta con un immaginario indie e che fa dei testi e di una fitta giungla sonora il suo punto di forza (alle produzioni si alternano Ceri, Phra Crookers e Bruno Belissimo).

Così Banzai (Lato blu) con i suoi pezzi d’amore, le sue citazioni forbite (vedere il campionamento di una barra di LLCD: Ladies Loves Club Dogo in Chanel) e alcuni momenti block notes che lasciano il groppo in gola (Faccia della notte) diventa il Side A di un lavoro di cui non vediamo l’ora di ascoltare il seguito.

Matteo Squillace