Voto

8

Come era stato per You’re Dead! (2014), il suo album più sofferto, anche per Flamagra c’è una visione centrale, quella del fuoco, che dalla copertina scivola con naturalezza tra le pieghe della corposa tracklist (ventisette brani) accompagnata da nubi di funk oscuro che si addensano nella mente di chi ascolta. Idee e immagini, prima di tutto: se le intuizioni sono momenti di genialità che si possono concretizzare in tracce sotto al minuto e mezzo come Andromeda e nel violino di Say SomethingFlying Lotus si affida a una schiera di ospiti illustri per delineare ancora meglio la sua filosofia dell’ineluttabile.

I riflessi allucinati di Fire Is Coming prendono il sopravvento quando sulla traccia sopraggiunge un monologo di David Lynch (sì, proprio lui) mentre Anderson .Paak e Denzel Curry suonano così distanti, immersi nei loro rispettivi ambienti, eppure profondamente connessi dal tema dello smarrimento interiore. C’è il rap edonistico di Thierra Wack, il chopped & screwed di Solange che tende al cielo e Thank U Malcolm, il saluto personale all’amico Mac Miller.

Esplorazione, dipartita e rinascita.

Matteo Squillace