Voto

7

Flume, il giovanissimo producer australiano di fama mondiale, ha pubblicato il suo secondo album in studio dopo Flume del 2012 e gli EP Sleepless e Lockjaw. Annunciato dopo pochi giorni dall’uscita del disco, il world tour ha fatto sold out a Milano in pochissimo tempo.

Tutti i sedici brani della tracklist si inseriscono a pennello in una scaletta che alterna il pop a disorientanti rumori più glitch. Skin si apre con Helix, una delle tracce strumentali, un’intro perfetta che fa da trailer a tutto il disco.

Flume riesce inoltre a legare con coerenza le tendenze del momento facendo ampio uso di synth senza mai risultare ripetitivo: l’artista predilige un sound tendente al pop – o meglio, all’electropop –, accompagnandolo con voci femminili (Never Be Like You e Say It feat. Tove Lo), ma c’è anche tanto hip-hop, che chiama in causa rapper di altissimo livello come Raekwon o Vic Mensa; d’altronde un cast pieno di star era già stato preannunciato.

Nonostante la “tenera età”, con Skin Flume riconferma tutto il suo potenziale creativo, riuscendo a creare un sound fresco, innovativo e mai stagnante.

Annalaura Tiberini