Voto

8

Il nuovissimo album di Floating Points, Elaenia, appare come la concretizzazione immediata di realtà oniriche, uno stream of consciousness musicale.

Le tracce del compositore inglese Sam Shepherd scorrono veloci, leggere; il disco sembra quasi essersi creato da solo come se fosse il frutto di un’improvvisazione. Ed è proprio questa la peculiarità del disco: un virtuosismo e una cura invisibili, impercettibili e che profumano di inventiva; il tutto presentato in una forma lineare, pulita e sorprendentemente originale. 

Ben calibrate e per nulla banali, le tracce prendono forma lentamente e avanzano in punta di piedi. Composizioni e arrangiamenti eleganti, che non voltano troppo le spalle al cugino americano Nicolas Jaar, elevano Floating Points un gradino più in alto rispetto a molti altri produttori di musica elettronica tanto acclamati, come Caribou e Four Tet.

L’ipnotica Peroration Six ha origine da note delicate di pianoforte, per poi chiudersi su ritmi e sfumature che incontrano armonie arabeggianti: tonalità che sembrano piacere molto a Floating Points, il quale ha recentemente contribuito alla creazione di Marhaba, piccolo progetto firmato Maâlem Mahmoud Guinia, artista maestro della gnawa music.

La titletrack riassume magistralmente l’essenza dell’album in ogni sua sfumatura. Ma è la pinkfloydiana Silhouttes (I,II,III) che riesce a incantare ancora di più: è un piccolo capolavoro tripartito, 10.42 minuti di estasi. Guidata da timidi giri di percussioni che si susseguono gradualmente, la traccia fiorisce in morbide melodie tra fiati, violini e violoncelli, incantevoli cori femminili che si fanno spazio tra distorsioni mai troppo scomposte o destabilizzanti.

Oniriche e dal retrogusto ambient sono poi Nespole, For Marmish e Argente, coerenti con tutta la forma dell’album, tra arpeggiamenti semplici e qualche nota di pianoforte. La traccia meno originale è Thin Air, le cui tonalità non stupiscono. 

A fare da padroni in tutto l’album sono suoni che, se trasportati in una dimensione visiva, prenderebbero la forma di miliardi di particelle vaganti e intangibili in uno spazio immenso, o ancora diventerebbero un gioco di raggi luminosi che si muovono secondo una propria logica. Elaenia è una nobile miscela di jazz, ambient, musica classica ed elettronica difficile da incontrare

Valeria Bruzzi

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