Voto

8

Silenzio, cori, santità. L’apertura è sacrale. Dopo cinque anni di silenzio, il canto della londinese FKA Twigs, sensuale e stregato, è ancora vincente: questa volta tutta la sua ispirazione è per l’aspirazione. Un insieme di elementi rendono Magdalene curato in ogni dettaglio, metabolizzando un genere di nicchia, così tanto da renderlo quasi pop. Una sola collaborazione, in Holy Terrain, tra i brani più forti del disco, con Future – e molte altre collaborazioni che lavorano tanto sui testi, quanto sulle produzioni e che vantano, tra gli altri, nomi come Nicolas Jaar, Skrillex e Cashmere Cat.

R&B, hip-hop, elettronica: FKA Twigs spazia tra generi in modo così fluido da risultare sempre perfettamente coerente. Magdalene è il manifesto di una donna che non vuole essere catalogata, è una figura biblica per millenni relegata alle interpretazioni di santi e profani, che nel 2019 ha ancora portavoci che ne rivendicano la libertà. 

Questo è l’obiettivo di FKA Twigs, appena scottata da un amore travagliato e senza lieto fine. Eppure, quando un cuore spezzato regala risultati come questi, la musica non può che ringraziare. Bella, brava. Bis!

Anna Laura Tiberini