Voto

7

Con Fixeur il regista romeno Adrian Sitaru mostra le sfaccettature dei professionisti del mondo giornalistico. Il protagonista è Radu (Tudor Aaron Istodor), un giovane reporter che vive una vera e propria dicotomia tra vita lavorativa e privata. Un aspetto ben affrontato da Sitaru (membro della giuria allo scorso Torino Film Festival), che sottolinea il continuo cambio d’umore di Radu, scisso tra due diversi modi di essere.

Radu e i suoi collaboratori decidono di intraprendere un viaggio attraverso la Romania rurale, ancora legata alla religione e alle tradizioni locali, per compiere un reportage sulla tratta degli esseri umani in Europa, in particolare di giovani ragazze. Un argomento spinoso, nei confronti del quale Radu si trova in difficoltà: è eticamente corretto essere pronti a tutto pur di trovare una storia, anche danneggiando ulteriormente la vita di una minorenne costretta a prostituirsi?

Nonostante una sceneggiatura a tratti piatta, che si anima nella parte centrale con l’entrata in scena di nuovi personaggi dai risvolti divertenti, la regia essenziale si rivela una scelta azzeccata per la storia che Sitaru vuole raccontare.

Fixeur è un’analisi cinematografica della società romena, indagata per arrivare all’essenza dei problemi del Paese attraverso una messa in scena semplice ed essenziale, che fa della sua genuinità suo punto di forza. 

Mattia Migliarino