Voto

9

In venticinque anni di carriera Fiona Apple ha pubblicato “solo” cinque preziosissimi album. Ciascuno ha condotto l’artista ai Grammy o a un disco d’oro e, inevitabilmente, all’approvazione da parte della critica. Se c’è quindi un fattore che Fiona Apple non ha mai temuto è il tempo, che ha cercato di sopraffare combattendo contro l’establishment musicale e la sua produzione serrata, già agli esordi della sua carriera. Il suo ultimo lavoro, Fetch The Bolt Cutters, offre uno spunto di riflessione sul rapporto tra spazio e musica. L’album infatti si presenta in una insolita versione home made di pop raffinato arricchito da sonorità jazz.

La cantante lascia entrare gli ascoltatori tra le sue mura di casa, che diventano un vero e proprio studio di registrazione, mostrando come ogni cosa attorno a lei possa diventare uno strumento e come tutti, amici, parenti e persino animali domestici, possano essere parte del processo creativo. I protagonisti indiscussi di questo concept album composto da tredici tracce sono però la sua voce e i suoi testi viscerali. Apple conferma la sua eccellenza nella scrittura, estensione dei suoi più intimi pensieri e dei traumi vissuti. Nel brano Under The Table canta storie di libertà individuale in quanto donna. Relay e Drumset sono due tracce che, in chiave giocosa, raccontano la fine di un amore, mentre in Heavy Baloon affronta il tema della depressione. Trovano spazio anche pensieri positivi: nella dichiarazione di un grande amore in I Want You To Love Me e più avanti in Cosmonauts. Verso la conclusione dell’album, però, ci si accorge che con For Her, eseguita a cappella con il solo intervento di percussioni “casalinghe” che rafforzano le ammalianti voci femminili, riaffiorano i vecchi demoni del passato della cantautrice.

Fetch The Bolt Cutters non è solo l’esito di un percorso di crescita personale e di consapevolezza in chiave sperimentale tra echi, gorgheggi, potenti ritornelli e strofe graffianti che rimbalzano sulle pareti di casa. Fetch The Bolt Cutters è un atto artistico che proietta violentemente la personalità della cantautrice nella propria opera, sancendone il grande ritorno in scena.

Chiara Sergio