Film di fantascienza realizzato nel 1997, Gattaca è stato scritto e diretto da Andrew Niccol, regista e sceneggiatore neozelandese traslato a Hollywood che ha saputo trasformare i romanzi di fantascienza degli anni Cinquanta in sceneggiature profonde ed emotive. È infatti sua la penna dietro al cult The Truman Show (1998) che gli ha fatto ottenere una candidatura all’Oscar e al Golden Globe per la Migliore sceneggiatura e anche un Saturn Award e un BAFTA. I due film hanno infatti parecchi punti in comune, nonostante il primo sia molto meno conosciuto del secondo, tanto da sembrare collegati da un filo narrativo che renderebbe Gattaca una sorta di prequel di The Truman Show.

Gattaca è ambientato in un futuro prossimo in cui la scienza è sfociata nell’eugenetica: ora che è diventato possibile creare in laboratorio esseri umani perfetti, sempre più genitori decidono di affidarsi alla scienza per avere figli sani, belli e intelligenti. Il protagonista Vincent (Ethan Hawke), però, per decisione dei genitori viene concepito in modo naturale e nasce con una debolezza cardiaca ereditata dal padre, che lo condanna a vivere fino a un massimo di 30 anni e a venire etichettato come “non valido”. Ma il suo sogno è quello di diventare un astronauta, ed è pronto a tutto e a raggirare il sistema in ogni modo pur di riuscirci. The Truman Show racconta la vita quotidiana di Truman Burbank (Jim Carrey), un agente assicurativo che da circa 30 anni è l’ignaro protagonista di un reality show televisivo diretto dal regista Christof, che lo segue in tutti i suoi movimenti. Finché, all’improvviso, la sua vita idilliaca insieme alla moglie Meryl non inizia a vacillare e Truman capisce che la realtà in cui si trova è solo una messa in scena.

Sia Vincent che Truman vivono in un mondo regolato da norme dettate da una società artificiale e artificiosa, che distorce la realtà agli occhi dei cittadini per il proprio tornaconto: nel primo caso, si tratta di un mondo costituito da persone geneticamente perfette; nel secondo, di un universo che spettacolarizza la vita di una persona. Andrew Niccol costruisce due personaggi completamente diversi, ma spinti dello stesso ideale. Vincent è cosciente dei suoi limiti fisici, sa che la società in cui vive è sua nemica; mentre Truman è ignaro di ciò che gli accade intorno, stringe amicizia con persone subdole e disinteressate alla sua persona, ma avide di trarne guadagno in termini di audience. Quando viene a conoscenza della verità, Truman diventa come Vincent: vogliono la libertà, desiderano essere se stessi, a prescindere da ciò che detta il meccanismo sociale in cui sono inseriti.

Vincent e Truman incarnano la figura dell’anti-eroe contemporaneo: due che decidono di ribellarsi al concetto di perfezione, decostruire l’immagine illusoria, posticcia e irraggiungibile della società, vogliono prendere in mano il proprio destino, che sembra già scritto in modo indelebile. Oggi, in una realtà in cui il peso di ogni nostro gesto e ogni nostra apparizione pubblica viene dettato da un numero (che siano i like, le page views o i follower), sulla base di un’irraggiungibile perfezione estetica standardizzata, questi due personaggi hanno molto da insegnarci.

Velitchka Musumeci