Deshdentau – L’ultimo tabarkino, Andrea Belcastro, 2019, Italia | Concorso Frutteto

Un racconto senza tempo che restituisce il rapporto tra l’anziano Paolo e la sua terra, Carloforte, attraverso le memorie e gli aneddoti del suo universo familiare e lavorativo, quello della tonnara, in cui ha vissuto durante i suoi 91 anni di vita. Le mani consumate dal lavoro, gli occhi lucidi e la voce profonda, che risuona quasi mitologica, descrivono la fame, i sacrifici, la perdita dei cari, le poesie e la vecchiaia, restituendo una narrazione malinconica e inedita della Sardegna.

L’infinito, Simone Massi, 2020, Italia | Concorso Frutteto

Le illustrazioni in bianco e nero accompagnano la voce narrante di Neri Marcorè, che recita una delle poesie più famose della letteratura italiana, L’infinito di Giacomo Leopardi. Questo corto è come una video poesia che apre una finestra animata sul mondo rurale. Le immagini restituiscono la semplicità dei gesti del lavoro contadino, la ferocia dei lupi e l’oscurità dei boschi, accompagnate dai rumori del vento che si insinua tra le foglie e delle campane solenni. In soli due minuti, veniamo così trasportati in un mondo che oscilla tra la maestosità delle parole e il minimalismo delle animazioni.

Sekool, Stenzin Tankong, 2019, India | Concorso Frutteto

Un uomo di successo, ormai superata la trentina, si ferma a ricordare un momento cruciale del suo passato: il giorno in cui gli ufficiali del Dipartimento Educativo Rurale dell’India fecero visita al suo remoto villaggio, per costringere la madre a mandarlo a scuola. La narrazione verte sull’importanza delle proprie origini e sui meccanismi della memoria, che trasformano il ricordo della madre e del suo amico agnellino in qualcosa di talmente lontano da sembrare appartenere a un’altra vita e a un altro universo. Eppure, gli strascichi di quella dimensione, che si ripercuotono ancora nel suo presente, gli ricordano quanto le radici non vadano mai dimenticate. Anche se realizzato, all’apice della propria carriera, il protagonista sente più che mai la mancanza della propria terra d’origine, e del suo migliore amico.

Cartolina de Momjan, Igor Bezinović, 2019, Croazia | Concorso Frutteto

Una cartolina fatta di immagini, ma in movimento. La voce narrante le descrive in dialetto istriano, creando un immaginario che oscilla tra reale e fittizio, tra didascalismo e surrealismo, disorientando e divertendo lo spettatore. Paesaggi desolati, anziani che giocano a carte, una Cinquecento d’epoca e dei sbilenchi cartelli stradali: così, in soli cinque minuti ironici e pirandelliani, scopriamo gli usi e i costumi di un paesino sperduto della Croazia.

Tony and the Bull, John McFarlane, 2018, Gran Bretagna | Concorso Frutteto

Una riflessione profonda sul rapporto tra uomo e animale, indagata attraverso la storia di Tony, un ex macellaio, e del suo migliore amico Scrunch, un toro delle Highlands, con cui condivide la vita in tutto e per tutto, come un compagno. Il racconto gioca con lo spettatore, creando un’opposizione dialettica tra una necessaria dose di scetticismo e una tenera comprensione nei confronti della dimensione di sincero affetto che lega Tony e Scrunch. Un’amicizia da cartoni animati, eppure è realtà.

Should I Stay or Should I Go, Nils Clauss e Thomas Horat, 2020, Svizzera/Corea del Sud | Concorso Frutteto

Amantea, Calabria. Una donna di 86 anni che ha lavorato una vita intera in Venezuela per poi tornare nel suo paese d’origine, un giovane ragazzo calabrese che fa il barman e progetta un domani diverso, magari all’estero, e un rifugiato nigeriano che ama l’Italia e vuole semplicemente sentirsi a casa. Tre storie di tre generazioni che si intrecciano in uno stesso luogo e che, per quanto diverse, alla fine si trovano a condividere gli stessi sogni e speranze per il futuro. Gli aneddoti raccontati dai tre protagonisti fanno riflettere sulle difficoltà del passato e del presente, toccando con sensibilità e chiarezza temi come il lavoro, l’immigrazione e il razzismo. L’esito è uno spaccato dell’Italia contemporanea, che ragiona su cosa siamo e su cosa eravamo.     

Alessandro Foggetti