Voto

4

L’ottavo capitolo della saga tutta donne e motori propone una colonna sonora altrettanto “scoppiettante”: o meglio, eccessiva e pacchiana.

Grandi nomi in una tracklist che a una prima occhiata – ma non a un primo ascolto – potrebbe sembrare promettente, peccato che poi finisca per risultare banale ed eccessivamente mainstream. È questo ciò che succede quando si cerca un compromesso tra ciò che va di moda – oggigiorno l’hip-hop – e ciò che può essere pop. La soundrack mostra il lato peggiore di ciascun artista in scaletta: dai Migos a Post Malone e da Young Thug a Jeremih, nessuno escluso. La “sindrome Major Lazer” colpisce buona parte delle 14 tracce, che risultano un mix posticcio di autotune, elettronica di basso livello e ritornelli alla High School Musical.

Testi a tratti autocelebrativi e a tratti smielati uniti alla scelta troppo azzardata di proporre ritmi latini (a cura di Pitbull, il re della “cafonaggine”) e trap fanno sì che il disco risulti lo specchio di un film tutto gare e testosterone.

Anna Laura Tiberini

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