Voto

7

Grazie a una trama lineare e non sovraccarica Toni D’Angelo (figlio d’arte del musicista napoletano Nino D’Angelo, autore della colonna sonora del film) riesce a mostrare il “lavoro sporco” dei tutori della legge nelle vie del capoluogo campano. Lo scenario partenopeo, ben noto agli spettatori avvezzi ai lavori di Garrone, Placido e Sollima, viene presentato da un punto di vista innovativo, in grado di dominare le rappresentazioni stereotipate della città. L’ottima prova dei due protagonisti, Peppe (Fortunato Cerlino) e Francesco (Michele Riondino), conferisce ulteriore forza al lungometraggio, sia a livello emotivo e psicologico sia per quanto riguarda l’azione e la suspense.

Nonostante a primo avviso possa sembrare completamente fedele alle convenzioni degli action movie, la vicenda acquista progressivamente profondità e complessità. Complici la scelta di una fotografia molto curata e la distanza del regista dai soliti cliché sulla sua città natale, Falchi risulta un ottimo noir italiano contemporaneo che guarda di buon occhio anche al cinema americano del passato.

Mattia Migliarino