Fin dalla sua prima apparizione al Pending Lips Festival 2019, lo Studio Murena ha subito fatto parlare di sé per la freschezza del progetto: il gusto per il jazz strumentale, la passione per i sample e la propensione verso la commistione di generi rendono il primo disco della band Crunchy Bites (2018) un lavoro completo e originale. Da allora, tanti live su palchi come JazzMi e nuovi innesti in formazione, tra cui la voce del rapper Carma per il singolo Password (Costello’s Records). Proprio domani, invece, uscirà un secondo inedito: Arpa e Tamburo. Così abbiamo chiacchierato con Matteo, Marco, Maurizio, Giovanni e Amedeo, per farci raccontare le nuove direzioni del progetto e che cosa c’è da aspettarsi dai loro nuovi lavori.

Vi abbiamo ascoltati la prima volta live al Pending Lips Festival dello scorso anno. Com’è stato partecipare e vincere?
Ci siamo gasati tanto fin dalla prima serata! È stata una bella soddisfazione, il premio lo abbiamo dedicato alla creatività e all’impegno che abbiamo dedicato a questo progetto. È stata anche una sfida dal punto di vista della performance: l’Arci Tambourine non prevede l’uso della batteria acustica e abbiamo dovuto riarrangiare tutto col cajon, cavandocela con quello che avevamo in un contesto diverso dal solito. Eppure siamo riusciti a trasmettere le giuste vibe.

Siete tutti musicisti nati in conservatorio: com’è nato il progetto? E che cosa vuol dire per voi “studio”?
Tutto è nato quasi per caso due estati fa: Matteo ha prodotto un video animato di una murena che mangia un nacho, da cui abbiamo preso l’idea del nome; poi sono arrivati gli altri membri e ci siamo trasformati da progetto video individuale a band vera e propria. La murena è un animale che rimane nascosto, osserva ciò che succede intorno e studia la situazione per poi attaccare. Questa immagine come metafora musicale ci rispecchia molto. “Studio” per noi rimanda al concetto di laboratorio, di collettivo di persone che si occupano di diverse arti, che nel nostro caso sono la musica e, inizialmente, il video.

Davide Maltese e Clara Pompilli

Crunchy Bites è audace nelle scelte, nelle contaminazioni e nei suoni. È come un’ora di jam session ma più organica. Com’è stato concepito?
Il titolo Crunchy Bites rimanda proprio all’idea di “bocconi”: piccole idee sulle quali abbiamo lavorato insieme in studio ma anche a distanza online. Alla fine ne sono usciti 26 pezzi, alcuni nati da jam session in sala prove dalle quali estrapolavamo un’idea o una frase su cui lavorare in sede di produzione. All’inizio il progetto era più un laboratorio di sperimentazione DIY che una vera e propria band, non avevamo alcuna aspettativa di sfondare. Adesso abbiamo cambiato direzione, ci siamo trasformati e al pubblico piace ciò che facciamo, lavoriamo per crescere, adottando un approccio meno istintivo e più ragionato, cosciente di certe dinamiche pratiche.

Avete già suonato per JazzMI e altri palchi importanti. Vi aspettavate questa (meritata) attenzione?
Sinceramente, no! Abbiamo affrontato il JazzMi e il Pending Lips Festival con la nuova formazione, suonando i brani che usciranno adesso – più o meno. Nel tempo sono cambiate alcune cose, e abbiamo acquisito un’impostazione più strutturata nel live che mancava quasi del tutto ai tempi di Crunchy Bites, portando al Pendig Lips un set più elaborato e canzoni che fossero d’impatto dal vivo.

Adesso sono arrivate anche le vocal col rapper Carma, una scelta decisa che amplia il progetto anche verso il panorama rap. Era una vostra intenzione fin dall’inizio?
Dopo Crunchy Bites volevamo dare una scossa al progetto e creare qualcosa di diverso. Conoscevamo già Carma, lo avevamo sentito con i Deaf Kaki Chumpy e a LUMe a Milano, così abbiamo fatto delle prove insieme, ci è piaciuto e abbiamo capito che funzionavamo. Anche a livello di presenza scenica siamo rimasti molto colpiti: a differenza nostra (nessuno di noi, soprattutto all’inizio, aveva bene idea di come stare sul palco), Carma ha il carisma del rapper, del frontman, ha più cognizione della performance scenica, anche grazie alla sua esperienza. L’ingresso di Carma è stata da stimolo a una crescita in tutti noi.

Così è nato il singolo Password (Costello’s Records). Potente e grintoso, rabbioso e consapevole…
Il pezzo esprime proprio la nuova direzione del progetto e la nostra energia, ci rappresenta, anche se nel sound è più aggressivo rispetto ad altri brani dal mood jazzy. Suoniamo tutti insieme per quasi l’intera durata del pezzo, quindi restituisce anche la varietà del progetto: l’elettronica di Giovanni d’apertura, uno stacco strumentale, una parte di voce molto importante. Il testo è stato scritto da Carma un po’ di tempo fa, ancora prima di conoscerci, ma non era mai riuscito a usarlo. La prima volta che ha provato a cantarlo sulla strumentale di Password, senza nemmeno adattarlo, è subito calzato a pennello. L’abbiamo presentato la prima volta al Pending Lips Festival e sicuramente è il brano che ci ha permesso di andare avanti, ma ci ha anche fatto capire che dovevamo continuare su quella strada.

Davide Maltese e Clara Pompilli

Il ritornello suona lapidario, quasi fosse un monito: “O ti rendi conto di abitare un mondo falso, in cui la cosa più importante non è il cuore ma è la password”. È solo disillusione, o c’è qualcosa di più?
Peccato che oggi non ci sia Carma in collegamento, dovrebbe rispondere lui. Riportando le parole con cui ci ha sempre spiegato queste liriche, si tratta del bisogno di tornare a un’emotività priva della mediazione degli apparecchi elettronici e di internet, di recuperare le proprie personalissime sensazioni e distaccarsi dalla comunicazione mediata con noi stessi e gli altri, che finisce per occultare le singole individualità. È anche una critica all’estrema tecnologizzazione che sta invadendo la nostra società e le nostre relazioni.

E adesso, a cosa state lavorando?
Non sappiamo che cosa rivelarvi. Stiamo lavorando a un disco, ma manca ancora qualcosa da registrare. Dovevamo terminare a fine marzo, ma per ovvi motivi abbiamo dovuto posticipare. È stato un grande dispiacere, anche perché questi brani hanno ormai oltre un anno di vita e vogliamo finire questa gestazione per portare avanti nuove idee. Il prossimo singolo uscirà il 7 aprile per Costello’s Records e si chiama Arpa e Tamburo: aa una vibe più jazz, ma sarà bello energico comunque!

L’attuale situazione di emergenza sanitaria ha costretto tutti gli artisti a ri-calendarizzare i live previsti nell’immediato futuro. Quali sono i vostri programmi?
I concerti dal vivo sono la cosa che più ci manca, perché è lì che diamo davvero il meglio e che prende forma il nostro vero carattere. Avremmo anche dovuto aprire un concerto di Pufuleti a fine marzo, presentando alcuni nuovi brani, ma è stato tutto rimandato a data da destinarsi. L’ultima serata risale allo scorso 7 febbraio al Biko di Milano, dove alcuni illustratori disegnavano in tempo reale quello che suonavamo. È stata una vera figata. Ora stiamo lavorando a idee per i prossimi mesi, ma è meglio non dire nulla ad alta voce di questi tempi… speriamo che la situazione migliori presto. Se tutto andrà bene, noi ci saremo!

Riccardo Colombo