Voto

7

Come tutte le grandi tematiche, anche la mafia è un’arma a doppio taglio: se da un lato si va sul sicuro, dall’altro si rischia di cadere nel banale. Era d’estate di Fiorella Infascelli riesce a evitare tale pericolo nel raffigurare Falcone e Borsellino, simboli per eccellenza della lotta antimafia a livello italiano ma anche internazionale: risulta intelligente la scelta di non concentrarsi sul maxiprocesso, che risulterebbe scontato, bensì sugli aspetti quotidiani e comuni della loro vita. Falcone e Borsellino, interpretati splendidamente da Massimo Popolizio e Giuseppe Fiorello, appaiono così in tutta la loro ordinaria umanità.

Unico neo del film è che l’attenzione tende a calare in alcuni punti per l’eccessiva presenza del “normale” e per un senso di suspense piuttosto fievole, elemento che di solito pervade questo genere di film. Le debolezze della sceneggiatura vengono però controbilanciate dalla regia, che attraverso l’alternanza di campi lunghi e primi piani riesce a rappresentare il paesaggio dell’isola dell’Asinara in tutto il suo splendore e a trasmettere le emozioni dei personaggi.

Alessia Arcando