Voto

7

Earth To Dora è il tredicesimo album in studio degli Eels, guidati dall’eclettico Mark Oliver Everett detto anche “Mr. E”. Tutta la discografia degli Eels si può definire autobiografica: la musica e i testi sono il risultato della ricerca introspettiva e dell’elaborazione dei traumi che hanno segnato la vita di Everett. Questa volta, però, l’artista si mette alla prova scrivendo storie tra finzione e fatti accaduti ad amici o conoscenti.

Il risultato è un album composto da dodici tracce di puro pop-rock raffinato dai testi semplici (alcuni rasentano la banalità) e onesti, ma come sempre pregni di quell’alchimia che solo Everett riesce a dargli. In cima alla scaletta, in apertura dell’album, si trova Anything for Boo, l’unica canzone priva della vena malinconica che fa da sottofondo a tutto l’album. È il classico motivetto musicale che che si insinua nelle orecchie dell’ascoltatore diventando un antidoto contro il cattivo umore. A seguire Are We Alright Again, il solo brano scritto nel periodo post-pandemia, rappresenta il barlume di speranza e il lieto fine (“Are we alright again? Are we all on the mend? Am I lucky or brave? Are you stronger today? We are all among friends. Are we alright again? Yeah I think we’re Alright”).

In I Got Hurt e OK, i soli due episodi autobiografici, ritroviamo l’introspezione di Everett, che ferito che non vuole più pensare al passato troppo doloroso. OK è il picco qualitativo più alto dell’album, grazie al cantato che ricorda Johnny Cash e tratta il tema della depressione (“There were times that I didn’t think that I would see the sun rise/And that was fine by me, I didn’t care for being alive/But I know it’s another day and I’m OK.”).

Earth to Dora non è sicuramente l’album più innovativo e sperimentale della discografia degli Eels. Everett, però, ha già dimostrato in passato un’inventiva tale da conquistare critica e pubblico. Un album tipicamente in chiave indie-rock anni ’90, che a differenza dei suoi predecessori racchiude una serenità traducibile come un “momento di pausa” dal flusso di pensieri soffocanti di Mr. E.

Chiara Sergio