Voto

7

Dopo un’assenza di tre anni, dovuta in parte a problemi di salute, Earl Sweatshirt – enfant prodige della Odd Future, la crew capitanata da Tyler, the Creator – torna al microfono e alle produzioni con Some Rap Songs. E non poteva scegliere un titolo più azzeccato: si tratta di un progetto ricco di campionamenti alla J Dilla e di ritmi tribali che riporta l’ascoltatore in una sorta di Golden Age del rap ormai estinta.

Some Rap Songs è un viaggio breve – dura poco meno di 25 minuti – ma intenso attraverso il diario segreto di Earl Sweatshirt: da sempre in conflitto con la madre (che dopo il suo primo disco lo aveva letteralmente spedito in un collegio a soli 16 anni) e segnato dalla morte del padre, questa volta sembra cercare una riconciliazione familiare culminante nella traccia Playing Possum, in cui si mescolano un discorso universitario tenuto dalla madre con una poesia del padre.

La copertina si rivela allora la chiave di lettura dell’intero disco: nonostante la confusione e i suoi problemi personali, Earl Sweatshirt è sorridente.

Anna Laura Tiberini

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