Voto

8

Ullages è il lamento post-punk prevalentemente in tonalità minore degli Eagulls.

La band inglese trova geniali e personali escamotage per trasporre in suono il turbamento decantato nei testi, come il ritmo vagamente tribale della batteria e la voce cantilenante di George Mitchell in Heands Or Trail e Lemontress (che ricordano King Of The Wild Frontier degli Adam and the Ants). Gli Eagulls si servono inoltre di compulsive ripetizioni melodiche: martellanti reiterazioni di brevi frasi, ricapitolazioni di motivi sonori, inversioni, riff di chitarra (My Life In Rewind) ed epistrofi vocali. Il sentimento di cupa alienazione provocato questi ossessivi ritorni, minimo comun denominatore del disco, è fortemente accentuato dai costanti suoni di chitarra appuntiti (che evocano le linee chitarristiche dei The Smiths) immersi in corpose atmosfere shoegaze.  

Gli Eagulls si dimostrano capaci di mantenere una tensione quasi fastidiosa per tutta la durata del disco, impedendo all’ascoltatore di adagiarsi e abbandonandosi a un ascolto superficiale.

Federica Romanò