Tratto dall’omonimo romanzo di Bram Stoker, Dracula di Francis Ford Coppola vive di luce propria, specialmente per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi. Ma non è solo questo il motivo che lo rende uno dei film horror più celebri di sempre. Eccovi ben tre motivi per cui vale la pena (ri)vedere il film.

1. La scenografia

Le scenografie, gli effetti speciali e i costumi restituiscono allo spettatore un’atmosfera fiabesca e al contempo profondamente inquietante. Il contrasto tra la Londra vittoriana, rassicurante e pacata, e la Transilvania, luogo oscuro in cui sorge il castello del conte Dracula viene ripreso anche esteticamente: da una parte i colori pastello dei broccati adornati di fiori, delle meravigliose verande e dei giardini da sogno, dall’altra tinte cupe e rosso sangue, inserito qua e là anche nella fotografia. Un’atmosfera che influenzerà anche Londra con l’arrivo del conte. Il protagonista indiscusso della pellicola è proprio il suo castello, topos per eccellenza della casa dell’orrore: un vecchio maniero collocato sulla cima di un’aspra altura, circondato da un fitto bosco assediato da lupi feroci.

2. Il conte

Il villain del film non si limita a seminare il panico e mietere vittime, ma è una figura ben più complessa. Dracula è in grado di mutare non solo la propria forma, passando dalle sembianze da dandy londinese a creatura mostruosa, ma anche il proprio io interiore, che presenta diverse sfaccettature. Nato dalla penna di Stoker nel 1987, Dracula verrà ripreso molte volte in film, storie e romanzi, ma le sue origini sono sempre state vaghe. L’ipotesi più accreditata vuole che il personaggio prenda spunto da Vlad III principe di Valacchia. Coppola, invece, decide di spiegare dettagliatamente la genesi del conte: prima di tramutarsi in vampiro, nel non-morto per eccellenza, era effettivamente il principe Vlad III, il quale, disperato per la perdita della moglie a causa di un tragico inganno, decide di condannare la propria anima a una pena eterna. È questo lato umano il vero valore aggiunto del film: Dracula è sì un mostro spietato, ma è anche in grado di provare amore.

3. La paura

Molti critici l’hanno definito un film a metà tra l’horror e il romantico per la forte componente sentimentale che investe alcune scene della pellicola. Ma ciò non significa che il film non trasmetta un’inquietudine particolare. Chiaramente si tratta di una pellicola che oggi ha più 25 anni, ed è forse per questo motivo che il costume del conte Dracula non risulta poi così spaventoso, considerando anche la lunga serie di mostri che il cinema ci ha presentato nel frattempo. Ciò che fa veramente paura è l’atmosfera generale del film, lugubre e inquietante, ottenuta grazie agli ambienti spettrali, alla colonna sonora sinistra e poi a tutte quelle ombre che si dilatano sui muri, inghiottendo ogni cosa nell’oscurità, a quelle mani dalle dita affilate che afferrano all’improvviso le persone, alle figure deformate dalle angolazioni della camera. Niente che non avessimo già visto nei grandi classici del genere, come Nosferatu di Murnau o Il gabinetto del dottor Caligari di Wiene. Ma il merito di Dracula di Bram Stoker è quello di aver contribuito a consacrare il vampiro come una delle figure più affascinanti nella storia degli horror movie.

Giulia Crippa

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