Voto

6.5

Il film d’apertura della 74° Mostra del cinema di Venezia è ambientato nel futuro distopico di Alexander Payne. Finalmente uscito nelle sale italiane, Downsizing porta sul grande schermo un’intelligente retrospettiva sulla società, vista dal punto di vista di un senno di poi scientifico del tutto particolare. Come risolvere i problemi ambientali e di sovrappopolamento del pianeta? Un gruppo di scienziati norvegesi trova la risposta nella miniaturizzazione degli esseri umani, trascurando una serie di effetti collaterali che questa tecnologia potrebbe avere a livello sociale. Sulla carta un’idea geniale, ma in pratica? Downsizing mette alla prova lo spettatore con una sceneggiatura sveglia e accattivante, che risulterà cara a tutti gli amanti del genere; alcuni potrebbero addirittura intravedere uno stile narrativo simile ai tempi d’oro delle fortunate prime stagioni di Black Mirror.

Ma scienza e morale non sempre vanno d’accordo, e il cinema di Payne racconta proprio questa sfida, vista e vissuta attraverso gli occhi del tipico uomo medio americano, Paul Safranek, interpretato da un Matt Damon dallo sguardo spento e a tratti poco ispirato. Diventare di statura lillipuziana potrebbe diminuire i suoi problemi e contribuire alla salvezza della pianeta, eppure qualcosa va storto: il corpo diventa piccolo ma i problemi sono insormontabili. Basta mettere la testa sottoterra per risolvere tutto?

La crescita psicologica del protagonista si adegua con efficacia a un ritmo narrativo non del tutto uniforme, che salta da toni comici a drammatici con la stessa velocità con cui si accavallano le varie fasi della storia. Eppure, le idee ci sono e il reparto attoriale riesce a non far scivolare troppo nella superficialità un film dall’alto potenziale che, in fin dei conti, si perde nel suo stesso mare di ottime trovate: dall’idea di una società perfetta all’incubo del crollo economico, dalla distruzione ambientale ai dilemmi etici sull’esistenza dell’uomo sulla Terra. Downsizing è una fucina di punti interrogativi accumulati da una persona semplice che prova a dare un senso alla propria vita, nonostante non possa cambiarla più di tanto: il corpo potrà anche essere piccolo, ma le dimensioni del cuore non cambiano mai.

Michele Granata