Voto

7.5

Dove Bisogna Stare, il film-documentario diretto da Daniele Gaglianone, scritto con Stefano Collizzoli, racconta un Paese terrorizzato dalle migrazioni e violentemente ostile nei confronti dei migranti, una tensione su una certa classe politica basa il proprio storytelling, la propria identità e le proprie fortune elettorali, a fronte di un’altra incapace di parlare a un Paese spaventato e sempre più aggressivo. Ma esiste anche un terzo Paese, che ogni giorno pratica la solidarietà e lotta per i diritti umani.

Elena, Georgia, Jessica e Lorena sono quattro donne di e provenienza differenti che hanno deciso di impegnarsi volontariamente nella cura e accoglienza dei migranti. Quattro donne che hanno scelto di non girare la faccia dall’altra parte e di non farsi condizionare dalla paura dell’altro: sono i volti di un’Italia solidale capace di oltre le polemiche e la retorica dell’odio. Tutte e quattro hanno vissuto una simile esperienza: si sono trovate di fronte a una situazione difficile, di esclusione e discriminazione, e hanno deciso di agire. Il loro non è professionismo, ma non è neanche militanza, eppure ascoltando i loro racconti e vivendo il loro quotidiano si scoprono discorsi e gesti straordinari nella loro semplicità. Non sono fuori luogo, ma in un luogo molto reale: si trovano esattamente nel luogo in cui sentono di dover di stare.

In Italia sono oltre 10.000 le persone, in prevalenza richiedenti asilo e rifugiati, che vivono senza un riparo decoroso, un adeguato accesso alle cure mediche e cibo sufficiente: di loro si occupano – nel totale silenzio mediatico – proprio i volontari e le volontarie della società civile, impegnati a costruire un’Italia che accoglie. Il lavoro di Daniele Guaglianone e Stefano Collizzolli, internamente diviso in dodici capitoli, non trova risposta a un dramma di tale portata e lascia allo spettatore domande difficili da risolvere.

Anna Bertoli