La quarantena che fino a qualche settimana fa era una novità senza precedenti, è ormai diventata routine e i consigli su come scandirla affollano il web, accompagnati dall’hashtag #iorestoacasa. Il cinema non si risparmia, proponendo sempre nuove piattaforme per riempire questa quotidianità improvvisamente vuota: servizi di streaming già noti aggiornano e arricchiscono i loro cataloghi, alcuni aprono le porte ai non abbonati, altri ancora debuttano e nuove piattaforme entrano in scena ridisegnando il panorama dell’offerta on demand. Dopo quasi due mesi, però, tutti questi modi per dimenticarci della realtà che imperversa fuori dalle mura di casa iniziano a diventare alienanti, mentre i soffitti sembrano abbassarsi e le stanze a farsi sempre più strette. Mentre Netflix rispolvera grandi successi, MUBI pesca dalla nicchia e byNWR salva rarità dal dimenticatoio, è davvero fuggire dalla realtà ciò di cui abbiamo bisogno in un momento storico come questo?

DOC A CASA è una nuova piattaforma streaming gratuita aperta dall’associazione Documentaristi dell’Emilia-Romagna (DER) e curata da Vincenzo Pergolizzi che ogni settimana mette a disposizione 8 titoli sempre nuovi. Contenuti selezionati non solo per gli amanti del documentario, ma per tutti coloro che vogliono recuperare quella presa sulla realtà che ultimamente si sta facendo sempre più debole, riducendola a un’alienante bombardamento di news monotematiche sulla pandemia in corso. Ma Doc a casa non è solo questo: ogni settimana verrà organizzata una tavola rotonda tra il pubblico e gli autori e produttori delle opere presentate sulla piattaforma. Il progetto consente inoltre di contattare via email queste figure professionali e programmare incontri virtuali, sia individuali che di gruppo, per instaurare confronti e dialoghi sul cinema e sulla realtà. Una piattaforma quindi che non si limita a diffondere contenuti audiovisivi, ma ne lega strettamente la fruizione al dialogo, allo scambio e ai rapporti umani, perché in tempi di isolamento non si dimentichi la centralità dell’esperienza collettiva permessa dalla visione in sala di un’opera cinematografica, mai davvero sostituibile dallo streaming individuale e domestico.

Tra i titoli attualmente online e disponibili fino al 23 aprile 2020 troviamo ritratti di terre lontane, come Domà, case a San Pietroburgo di Alessandro Rossi e Michele Mellara, Frammenti di Bosnia di Vincenzo Pergolizzi e Le acque di Chenini di Elisa Mereghetti. Ma anche ritratti di terre a noi più vicine, come in Il cammino dell’Appia antica di Alessandro Scillitani. Ci sono poi racconti di grandi uomini, come A Great Macedonian di Renato Giuliano e I giorni dell’amore nascente di Nico Guidetti, e di uomini grandi ma lasciati ai margini, come Atlante dell’ora di cena di Giovanna Poldi Allai e Andreina Garella e Hotel Splendid di Mauro Bucci.

Il cinema ha saputo rappresentare la realtà anche e soprattutto nei momenti in cui sarebbe stato più comodo voltarsi dall’altra parte. In quanto arte, è lo specchio del proprio tempo: ogni momento storico possiede la propria arte, e di conseguenza il proprio cinema. Forse, quella di oggi è proprio il documentario, che ci ricorda perché valga ancora la pena amarla anche quando tendiamo ad allontanarcene. Ecco che Doc a casa si presenta come la piattaforma di cui abbiamo bisogno per fare fronte a un momento in cui la realtà non può essere vissuta direttamente.

Chiara Ghidelli