Voto

8

A distanza di quasi un anno, il producer di New Orleans più influente sui social network ci riprova, e stila ben 85 minuti di disco – o meglio, di compilation.

È subito saltata all’occhio della critica, infatti, la lunghezza eccessiva del lavoro. Ma era prevedibile che con 23 tracce in scaletta le varie categorie di ascoltatori – dai fan agli hater – non sarebbero riusciti a trovare un accordo sulla qualità del disco: i nomi chiamati in causa, e di conseguenza i generi, sono molto eterogenei. Varietà che, però, non sempre sembra miscelarsi in modo equilibrato lungo lo scorrere della tracklist.

L’armonia, comunque, può dirsi raggiunta grazie alla coerenza interna dei singoli brani, ovvero tra genere, artista e testo: il reggae di Sizzla (I’m So Grateful), l’R&B alla vecchia maniera di Alicia Keys, l’hip-pop di Bieber e Chance The Rapper e gli ovvi ma efficaci ritornelli di Travis Scott che fanno di Khaled un valido producer di trap music, il quale arriva addirittura campionare la chitarra di Santana per accostarla alla suadente voce di Rihanna in Wild Thoughts.

Anna Laura Tiberini