Voto

7.5

A quindici anni dai tempi di Yale e dalle prime incisioni della band, l’estro di David Longstreth torna alla luce con un lavoro che unisce tutte le influenze soul, pop e R&B – queste ultime provenienti dalle collaborazioni con Björk, Rihanna e Kanye West – allo sperimentalismo della componente elettronica.

Tutti i nove pezzi gravitano intorno a tre nuclei fondamentali tra loro strettamente legati: le melodie del piano, che regalano ai brani un’atmosfera rétro; il ritmo pulsante dell’elettronica, costruito alternando partiture lineari a scatti schizofrenici; e le linee vocali avvolgenti e polifoniche, a rimarcare le ascendenze soul e l’amore di Longstreth per il vocalizzo. Ne nasce un’esperienza tridimensionale, immersa in un clima onirico e sperimentale, che trae il suo fascino ipnotico dall’alternanza tra stati d’animo opposti, quasi come se i due estremi del soul-pop e dell’elettronica si contendessero la scena dialogando incessantemente.

Tanto da singoli come Keep Your Name e Cool Your Heart, quanto da pezzi più progressivi come Ascent Through Clouds, emergono con prepotente delicatezza le voci di Longstreth, vere protagoniste dell’album, che assume così una forte impronta lirica. Frutto della recente separazione con la collega Amber Coffman, la riflessione sull’amore pervade tutto l’album, permeandolo di una malinconia angosciosamente portata alla luce dall’andamento singhiozzante delle linee vocali. Con questo lavoro inedito e maturo, ricco di spunti e meritevole delle più attente analisi, Longstreth consacra il suo luminoso talento, confermandosi tra i compositori più affascinanti della sua generazione.

Riccardo Colombo