Voto

7

Devendra Banhart è tornato con un nuovo raffinatissimo concept album: si chiama Ma ed è dedicato alla maternità. La figura materna ci influenza e ci accompagna per tutta la vita e in questo disco viene traslata in una tematica che l’artista dedica interamente al Venezuela, la sua terra di adozione che attualmente vive in uno stato di dittatura apocalittico.

Il tema materno scelto dall’artista viene rafforzato dal suo cantato, che spazia dall’inglese al portoghese, arrivando al giapponese con i versi del brano Kantori Ongaku. Ma è un album intimo e accogliente definito da chitarre, voci, archi, fiati e tastiere. Velato di dolce malinconia e di morbida quiete, il disco è come un rassicurante abbraccio materno o come il sollievo che può dare l’arte nei momenti di sconforto e solitudine.

Tra i brani non mancano diverse collaborazioni, tutte al femminile, tra cui quella con la cantante Cate Le Bon, nella ballata Now All Gone – uno dei brani più riusciti del disco – e nella poetica chiusura di Will I see you tonight? con Vashti Bunyan. Ed è proprio la poesia, nuova passione del cantautore, che ha influenzato la scrittura asciutta e intensa dei testi di questo disco, che costituisce il proseguo naturale dei precedenti lavori e che più degli altri vuole fare rispecchiare l’ascoltatore in atmosfere familiari. Che “Ma” sarebbe altrimenti?

Melania Bisegna