Voto

4

Il giovane Sidney Royel Selby III scala le classifiche con il suo brano di debutto Panda, diventando così il nuovo fenomeno mediatico dell’anno dopo aver scalzato dal podio nomi come Drake e Future, tanto che la GOOD Music ha creduto nel suo potenziale. Il newyorkese Desiigner suscita negli ascoltatori reazioni agli antipodi: è stato descritto da molti come un wannabe di Atlanta ed emulatore dello stile di Future, mentre da altri come la futura promessa dell’hip hop.

Le quattordici tracce dell’album si riducono a essere una l’estensione dell’altra, e a fine ascolto si ha difficoltà a definire l’inizio e la fine di ognuna. Si ha un minimo sollievo dalla monotonia del disco con Jet, che grazie all’esperienza del collaboratore Pusha T riesce leggermente ad alzare i toni. Mentre, a partire da Caliber, l’uso smodato dell’Auto-Tune prende il sopravvento, così come avviene per Monstas & Villains, poco differente dal Travis Scott del 2013. L’album termina con Panda, che risulta a fine ascolto la traccia migliore.

Ciò che sorprende – negativamente – del mixtape è il basso livello di produzione: nonostante Desiigner abbia alle spalle produttori del calibro della GOOD Music, non riesce a consegnare tracce complete, vittima della fretta di dover cavalcare l’onda del successo. In un periodo in cui la trap ha bisogno di qualcosa di innovativo, il rapper non stuzzica la fantasia né la curiosità dell’audience.

Danda Zanoni