Un incontro nato per caso dopo l’ascolto di alcuni demo. Da qui è nato il primo EP dei Caveleon, giovanissima band dell’hinterland milanese che ha già molto chiara quale strada vuole intraprendere. Incontri tra elettronica e set acustici, voci che si completano e tanta passione, senza tralasciare una ricerca ossessiva di calore umano a ogni concerto. Da qualche settimana è iniziato il tour estivo, e tra una data e l’altra abbiamo fatto quattro chiacchiere con loro per sapere qualcosa di più su questo progetto in continua evoluzione.

Come mai la scelta di scrivere in inglese? Pensate sia semplicemente l’approccio più naturale per la vostra musica o c’è dietro l’intento di mettersi in gioco su un mercato più grande?
L’idea di cantare in inglese è venuta in modo molto naturale, visto che da sempre abbiamo ascoltato molta più musica internazionale che italiana. Di sicuro c’è anche la voglia di andare all’estero e aprirci più orizzonti. Però non escludiamo alcuna possibilità per il futuro, anche se per il momento ci troviamo bene così.

Nei vostri brani coesistono la voce maschile e quella femminile. Avete pensato fin dagli inizi a questa soluzione oppure è qualcosa che è nato spontaneamente durante la composizione dei brani?
Inizialmente il progetto non prevedeva una voce femminile. Un giorno, mentre eravamo in studio, abbiamo ascoltato un brano demo di Giulia, che aveva da poco lasciato il suo gruppo. Quell’ascolto ci ha aperto un nuovo mondo, incarnava alla perfezione quello che cercavamo. Suonando e provando, ci siamo accorti che la nostra strada era quella.

In tempi in cui spesso si tende a arricchire la struttura musicale con decine e decine di strumenti, il leitmotiv del vostro EP, per quanto ricco di sfumature, sembra seguire sonorità invece lo-fi. Come mai questa scelta?
Il nostro suono nasce dall’esperienza di registrare i brani in studio; ne cercavamo uno molto pulito, che poi è sorto molto naturalmente. Aggiungendo tanti strumenti acustici e un’elettronica delicata, abbiamo creato questo suono molto personale. Può sembrare molto lo-fi, ma a noi piace definirlo delicato.

Oltre alla musica, quali sono gli interessi che riempiono le vostre giornate?
Abbiamo tanti interessi: Agostino è un ingegnere ambientale appassionato di Trekking e parapendio; Giulia è laureata in musicoterapia e insegna in un asilo; Leo ha grande passione per cinema e letteratura, anche come fonte d’ispirazione; Federico è laureato in psicologia e, nell’ultimo periodo, sta crescendo in lui la passione per la musica elettronica, soprattutto grazie ad alcune esperienze negli studi di registrazione che hanno incentivato il suo interesse per il reparto tecnico nascosto dietro la musica.

Quali sono gli artisti che vi hanno ispirato maggiormente nella creazione dell’EP?
Una nostra caratteristica è che abbiamo tanti gusti diversi, quindi ognuno porta i propri ascolti. Chiaramente ci sono artisti in comune che ci ispirano, per esempio i Radiohead o i Bombay Bycicle Club.

La nuova scena indipendente italiana sta facendo nascere tanti artisti di grande talento. Qual è il vostro pensiero in proposito e, senza dover per forza etichettarvi, dove pensate di collocarvi?
Dobbiamo premettere che non siamo dei grandi esperti. Stiamo entrando solo adesso in questa dimensione, quindi non riusciamo ancora a sentirci in un campo preciso. Nell’ultimo periodo stiamo conoscendo diversi artisti, Ginevra e Campos per fare due nomi nuovi. Stanno nascendo tante realtà, è un buon segnale.

Nelle prossime settimane porterete in giro i vostri brani per l’Italia. Immaginando di incontrarci dopo l’estate, cosa vi piacerebbe raccontarci di questa esperienza?
Sicuramente il calore e l’entusiasmo che speriamo di ricevere dalle persone, cosa che abbiamo trovato spesso nei nostri concerti. Al di là delle tipologie delle location, ci piace raccontare e sentire le sensazioni che solo gli spettatori possono darti, anche perché la dimensione live è il nostro habitat.

Se poteste far ascoltare la vostra musica a qualche artista/band del panorama italiano e internazionale, da chi vorreste un feedback e perché?
Sarebbe bello ricevere tanti feedback da artisti differenti tra loro, con svariati punti di vista. Per esempio James Blake, con la sua ottica più prevalentemente elettronica, oppure artisti che generalmente rimangono più sull’acustico. Tante visioni diverse per capire le varie direzioni.

Novità in arrivo?
Tra poco uscirà il vinile, che in tanti ci hanno chiesto. Abbiamo quasi pronto un altro EP e alcuni dei brani li suoneremo nelle prossime date, quindi consigliamo a tutti di seguirci nei nostri live in Italia!

Gabriel Carlevale