Voto

7

InFinite è un album in linea con migliore tradizione hard rock, colorata da apprezzabili sfaccettature che vanno dal blues all’hard rock un po’ più hard. Time for Bedlam sorprende con con il suo incipit di voce distorta che sfocia in un ritmo trascinante, The surprising stupisce con le sue sonorità al limite del progressive e On the Top of the World soddisfa gli amanti dei Deep Purple più crudi.

In equilibrio tra le sue componenti, InFinite presenta però alcuni brani dal sapore forse troppo nostalgico e, soprattutto, risente del peso della formazione Mark VIII: la voce di Ian Gillian, un tempo esecutrice dei migliori urli del rock, è ormai visibilmente stanca, così come Steve Morse alla chitarra e Don Airey alla tastiera fanno rimpiangere i corrispettivi Ritchie Blackmore e Jon Lord; del resto, è difficile sostituire una leggenda.

I Deep Purple dimostrano così di essere ancora in grado di produrre grandi pezzi, unendo la tradizione alla creatività e dando una buona lezione ad altre band analoghe.

Leonardo Fumagalli

Potrebbero interessarti: